mercoledì 1 aprile 2020

i tagli etti

Quando si ha paura di dire ciò che si pensa, quando ci si autocensura ancor prima di scrivere... significa che la democrazia in cui si vive è solo apparente. 

martedì 31 marzo 2020

... che gatta ci Covi

A ben guardare sembra che questa esperienza non abbia insegnato nulla  ... Chi era sensibile continuerà ad esserlo, chi non lo era certo non migliorerà con l'occasione ... Senza approfittare dell'evento per avviare una seria riorganizzazione sociale, tutto questo non sarà servito ...  rimarrà solo uno stop forzato accompagnato da una recessione, seguita da un micro-boom economico e conseguente aumento dell'inquinamento. Peccato per l'occasione persa... 

sabato 4 gennaio 2020

finché finanche finanze

... finché la storia scelta sarà quella dei ricchi, il racconto produrrà solo guerre, minoranze, scribi e schiavi. Quanto vorrei una storia basata sulla vita delle famiglie dei pompieri, delle panettiere, dei pastori, delle cuoche ...  saremmo meno arrivisti e il mondo meno a rischio.

sabato 7 dicembre 2019

non nominare

Con questa politica... Anche semplicemente scrivere un articolo che controbatta ma citi nomi e cognomi, significa aver perso il match, aver reso vera la cronaca, aver contribuito alla pubblicità di gente che non merita di rappresentarci.

domenica 24 novembre 2019

giudizio...

... considera le vite come esperienze e le persone come suoi step non lineari ... allora ti scrollerai di dosso il peso del giudizio ...

lunedì 18 novembre 2019

Ovvio, banale ma vero.

Sostieni economicamente la criminalità organizzata non solo se vendi, ma anche se compri illegalmente droga.

mercoledì 13 novembre 2019

se tutti possono?

Se è vero che l'istruzione è di tutti e per tutti... e inclinazioni e rimuovere barriere etc etc... allora al posto delle elezioni, sarebbero utili dei concorsi pubblici con titoli di accesso preselettivi, per poter essere eletto al parlamento! Pensate se tutti gli aspiranti dovessero avere competenze specifiche nel loro campo e in aggiunta conoscere che so... tutto ciò che è previsto per ruoli analoghi nella pubblica amministrazione compresa la STORIA. È tanto malsana come idea?

mercoledì 16 ottobre 2019

Andiam andiam, andiamo a traballare!

La forma... che non è quella di parmigiano. Se vi occupate d'arte, la forma ha la sua importanza! Ma possibile? Ma veramente? Ma tutti bravi coi punti della Miralanza in questo periodo storico?

mercoledì 2 ottobre 2019

Tarallucci e vino

Possibile che nelle province italiane per fare una mostra d'arte, un concerto, una lettura di poesie, sia necessario associare alternativamente o insieme: un valzer da balera, due imperterriti coveristi da pianobar, un po' di porchetta, tarallucci e vino? Cioè, la cosa da fare è scoprire, vedere, ascoltare... non mangiare e bere! Per quello ci sono già enoteche, ristoranti, pizzerie, sagre, fast food... non basta? Ma quanto magnano e bevono ne ste province italiane? 😂

martedì 1 ottobre 2019

Ijirashii

Vi è mai capitato di tifare per qualcuno dato per spacciato in una gara e che alla fine rimonta e vince? Per un piccolo "Davide", che contro ogni pronostico dà una lezione al bullo "Golia" o per un alunno smarrito, che alla fine del percorso scolastico riesce ad integrarsi e ad acquisire più competenze del previsto? Beh, se vi siete perfino commossi di fronte ad eventi analoghi e qualcuno vi ha etichettato come sentimentalisti, sappiate che in Giappone questa sensazione è chiamata "ijirashii" ed è considerata la reazione opportuna davanti all’immensa forza d’animo, dimostrata da chi viene visto come fragile e vulnerabile. Quindi non vergognatevi se una lacrima riga inaspettatamente il vostro volto quando vi trovate in situazioni simili, potrebbe essere più "naturale" del previsto!

lunedì 30 settembre 2019

Scritturiamoci

Senza intraprendere il cammino degli infiniti muri da abbattere per intravedere la conoscenza, prima di scrivere un'emerita ....... come la seguente, fate un semplice esercizio: mettete in discussione la vostra prospettiva utilizzando altri punti di vista.
Immaginando di parlare col familiare👴👵 che vi fa riflettere e che alla fine ha sempre ragione, chiedetevi: "Cosa direbbe? Arriverebbe alle mie conclusioni o si porrebbe altri interrogativi?"
A questo punto: avete ancora voglia di fissare le considerazioni fatte poco prima? Hanno ancora un senso, una validità?
🤔
Se la risposta è NO 👎 potete dedicarvi a due esercizi alternativi:
1️⃣il primo è leggere un buon libro, 📚uno della vostra adolescenza, un testo scolastico mai analizzato attentamente oppure un classico, anche per ragazzi se siete proprio digiuni (vi darà grandi soddisfazioni),
2️⃣il secondo offre più alternative, come lavare l'auto con la mini-spugna di Barbie,🚗 fare un bagno caldo col metano chiuso, 🛀tirare alle mosche con l'arco, 🏹cucinare muschi e licheni, 🍳 fare shopping compulsivo, 🛒tagliarsi i capelli con le pinzette per sopracciclia,💇‍♀️cantare sotto la doccia vestiti ,🚿 salire le scale con in braccio l'alano del vicino, 🐕tagliarsi le unghie dei piedi con le forbici da carta ,👣 strapparsi i peli del naso col biadesivo, 👃scorrere rapidamente Facebook guardando solo le immagini, 📱chiamare un amico logorroico al telefono,📞 mangiare insetti per assumere più proteine, 🍽️dormire mentre gli operai aprono la strada sotto casa col martello pneumatico 😴 o qualsiasi attività che spenga i neuroni per un po'! Per oggi avete pensato troppo!

sabato 28 settembre 2019

Caccia alla scienza...

Questo non è il mondo della scienza, questo è il mondo dei social... quindi quale altra soluzione per dividere così tanto l'opinione pubblica (e quindi funzionare a livello politico-economico xké divide et impera con tutto ciò che ingloba) se non Greta? Gli scienziati parlano da decenni... e mai l'opinione pubblica ha dato così tanta importanza all'argomento. Poi torneremo chiaramente sui banchi di scuola proprio per arrivare nel tempo a comprendere quanto sopra e perché tornare a scuola. Ricordatevi sempre: Francesco nato senza vestiti non avrebbe mai avuto l'esigenza di toglierli.

giovedì 12 settembre 2019

La musica italiana indipendente è viva e vegeta e gli artisti invadono la rete.


La musica italiana indipendente è viva e vegeta e gli artisti invadono la rete.
La "nuova" scena musicale italiana è in fermento; la musica indie è ovunque, ma di cosa si tratta ed è sempre di qualità?
Contrariamente a quanto crediamo, la parola indie non identifica un genere, ma comprende gli artisti che non sono legati alle maggiori case discografiche e non gravitano attorno a talent e concorsi musicali. Anche se in Italia il termine è associato erroneamente a un genere musicale vicino al rock, dobbiamo ricordarci che indie sta proprio ad indicare indipendente, cioè senza vincoli contrattuali. Un territorio complesso e articolato, dove le parole d'ordine sono: "alternativa", "novità", "creatività" e ovviamente "indipendenza". Molti artisti sfruttando Youtube e i social più diffusi, sono diventati delle vere e proprie star, icone in grado di ispirare e motivare i giovani millenial. Non è il caso di tutti; ci sono artisti che amano sperimentare e proporre liberamente le loro opere solo per il gusto di farlo e che conseguentemente, non hanno un pubblico formato oppure si rivolgono a nicchie consolidate, svolgendo un lavoro freelance. Per comprendere meglio questa realtà abbiamo deciso di rivolgere alcune domande a Marco Brama, un artista indipendente e in attività da più di 25 anni.
- Cos'è per lei la musica indie? -
- Semplicemente esistere e resistere! -
- Come si diventa artisti indie? -
- Tutti siamo artisti indie finché non firmiamo un contratto! (ride) Il punto è avere chiaro in testa che tutto quello che si fa, a meno che non si disponga di un capitale di partenza, si dovrà farlo da soli e meglio. -
- Perché gli indie non si affidano a una casa discografica? -
- Credo che alla base di tutto ci sia un'esigenza di coerenza personale per cui gli artisti indipendenti non cambierebbero una virgola dei loro lavori, anche di quelli meno riusciti. Non credo che la musica, l'arte in genere, possano essere condizionate dalla prassi, dai gusti, dalle esigenze del mercato. Le case discografiche hanno spese, personale e mille canali da gestire, non hanno tempo e voglia di rischiare un investimento, solo per il gusto di sperimentare un prodotto originale. Per cui si taglia la testa al toro e si fa tutto da soli.-
- Molti musicisti indie non sono professionisti, ma lei ha avuto anche importanti riconoscimenti, collaborato con numerosi artisti e realizzato di tutto, perfino colonne sonore in Italia e all'estero per la tv, il cinema e il teatro. Per quale motivo non cambiare per avere più visibilità? -
- Non si deve essere in contraddizione con se stessi e in fondo si spera sempre che esista qualcuno che vada oltre le regole e condivida i lavori, magari proprio queste parole [...] e poi è un modo per dire: "Nonostante tutto e tutti, che vi piaccia o no, esistiamo anche noi e non possiamo/vogliamo adeguarci!" -
- Anche se spesso sono di indiscutibile qualità, molti video musicali su Youtube non hanno un grande successo di pubblico. Come se lo spiega? -
- Beh, Youtube è una piattaforma molto popolare dove tutti si rincorrono e si imitano a vicenda sulla scia del successo. Ci sono regole per realizzare video o brani su misura per target specifici e quando fai musica sperimentale o comunque non canzoni convenzionali, è ancora più dura. Non c'è un pubblico formato, ma solo quello abituato ai generi di un mercato che ritengo mediocre o "culinario", come lo definirebbe il grande Bertolt Brecht. -
- Il suo ultimo lavoro si intitola Halibut. È solo il nome di un pesce, una sorta di salmone che risale le acque, o c'è di più? -
- "Suonava" bene e in inglese significa "a metà", un po' come gli artisti indipendenti: liberi ma senza portafoglio (ride)! -
- Come porterà a conoscenza del grande pubblico il suo lavoro, seguirà le modalità degli altri youtubers? -
- Continuerò ad usare le piattaforme online gratuite confidando nel passaparola, nella stampa, che è sempre attenta alle piccole realtà, e sfrutterò le performance per proporre i miei lavori. Non è semplice, specialmente in un paese culturalmente depresso come il nostro, ma mi piace sperare che anche il mio semplice contributo, possa rendere l'arte più libera e gli artisti più consapevoli del loro lavoro. -

Cristiano Colagrossi

Culture Sharing è una piattaforma virtuale indipendente di condivisione culturale, nata nel 2012 in collaborazione con i ragazzi del DAMS di Roma Tre.

mercoledì 11 settembre 2019

pOLIS, pOLISH IL pOLIPO

Nella giungla, non puoi pensare di alfabetizzare Tarzan, lo devi prima portare in mezzo alla civiltà .... Perché nella giungla, il leader non è quello che ha studiato di più, ma quello che capisce e sfrutta meglio, per il suo tornaconto, l'ignoranza e la smemoratezza altrui ...

mercoledì 21 agosto 2019

Burro?

Dogma? Non riuscire a vedere i cambiamenti sociali intercettando i bisogni. Caro dall'iniziale Olivetti prima di L, non hai lasciato istruzioni per l'uso e sti 4 quaquaraquà dagli occhi improsciuttati scambiano l'iphone per una piallatrice industriale da battere forte mentre viaggiano comodamente su italici vagoni costruiti da galli e galline, che sfrecciano in mezzo a campi di grano maturi. Poi si chiedono perché pur avendo un bacino d'utenza di milioni di votanti, non se li fila nessuno e quei milioni di bisognosi seguono il nemico! Bravi, bravi, continuate a tenervi cattedraticamente strette le vostre convinzioni elitarie dal linguaggio polisemantico!

venerdì 9 agosto 2019

Jazzosamente?

Premi, premietti, riviste patinate e gestite da pigri musicanti falliti senza coraggio e senza aspirazione, copia di un modello appreso, sfiorito e sfiorato. Questa la situazione. Scuole imbarazzanti e mediocri con insegnanti copia della copia con tesi orripilanti che neanche all'asilo. Questa la situazione. Classifiche date dai voti online di un pubblico addomesticato, strumentisti ancora e sempre copia della copia. L'arte musicale è altro. Sperimentare, cercare, raccontare se stessi e non il già presentato il già eseguito il già ascoltato. Stellette un corno e un sound che non muta d'accento né di pensier! Viva gli artisti indipendenti!

sabato 3 agosto 2019

"Originals" Con Prince è morta la musica


Prince è stato il protagonista dell'ultima grande rivoluzione musicale del '900. Un personaggio troppo grande e complesso per una casa discografica e per la macchina culturale americana. Arrivato in Europa in ritardo (figuriamoci in Italia) e diventato relativamente famoso solo verso la fine dell' incredibile trasformazione che ha apportato all' industria discografica, viene ricordato fuori dagli States esclusivamente per le sue hit più importanti ma che non hanno sostanzialmente lasciato traccia dell'immensità del suo passaggio. L'innovativa "purple era" conclusa con "Purple rain", ma che aveva dietro di se la potenza dissacrante di "Dirty Mind", "Controversy", "1999", non è neppure arrivata oltre oceano e lo stesso "Purple Rain" che ha realmente stravolto la musica diventando il mood del 1983/4/5 in USA, cambiando la black music per sempre, è stato poco più che un bagliore in un decennio edulcorato e prettamente commerciale ed è stato compreso solo da grandi musicisti e compositori a lui contemporanei come Miles Davis o Eric Clapton. L'innovazione stilistica del folletto di Minneapolis non ha precedenti nella storia della musica popolare del '900 e il personaggio, eclettico oltre misura, non è stato contenuto in nessun modo tanto da essere diventato artista indipendente in lotta contro l'industria musicale. Ogni anno un progetto completamente nuovo e destabilizzante perfino per i fans più accaniti, live curati in ogni dettaglio, dai costumi agli arrangiamenti, film e video innivativi, melodie e armonie ricercate, testi intensi, controcorrente e non banali. A distanza di decenni nessuno immagina che il live (DVD) di "Sign o' the times" sia uno dei migliori concerti di tutti i tempi e probabilmente il più innovativo insieme a "Lovesexy", nessuno conosce capolavori come i live di "Under the cherry moon" o le perle "Adore", "The ballad of Dorothy Parker", l'intero "Parade", nessuno sa che le etichette "Parental advisory" sono nate per "Darling Nikki" e nessuno sa che da artista indipendente, Prince ha realizzato album meravigliosi (News, Rainbow Children solo per citarne due) e live stratosferici come quelli di Montreaux....ma appunto: indipendente! Quando è uscito dal sistema mainstream è stato letteralmente eliminato dai media e di lui si è persa ogni traccia. Oggi torna al "successo" con un album di composizioni originali cedute ad altri (perché non le riteneva così belle per sé) solo perché i diritti fanno gola. Il video "Holy rock" è devastante se paragonato alla ricerca stilistica che l'autore ha sempre perseguito negli anni e non riteniamo che Prince lo avrebbe mai autorizzato. Alla fine l'esperienza di Roger Nelson insegna semplicemente e tristemente, che l'arte non è per l'industria e che senza l'industria non sei nessuno. Ora, se volete farvi del bene, dimenticate le hit famose, lasciate da parte i pregiudizo o il sentito dire e se volete scoprire il vero artista, cominciate dagli esordi oppure semplicemente guardatevi il live di "Sign o' the times"... quello che potrebbe diventare in futuro un modello di concerto, un'opera concerto, teatro, danza, narrativa e musica senza paletti di genere. Ma forse, come tutte le cose belle, sarà dimenticato o capito e apprezzato dopo secoli. 


venerdì 19 luglio 2019

Moon day

Eh lo so, sono palloso! Ma che ci volete fare? Nella vita reale dicono che io sia anche simpatico e socievole! In effetti, indicativamente, non do problemi, non rompo, non polemizzo, faccio il bravo operaietto e se posso sono il primo ad aiutare il prossimo. Nei miei pensieri però mi allontano; certo, non posso dire esattamente tutto, mi autocensuro e credo lo facciano molti di noi ma comunque trascrivo, tra l'indifferenza e senza aspettative per la verità, e non perché io mi prenda sul serio, intendiamo, ma perché sono proprio così e poi d'estate sono diversamente occupato. E ora il pirlone di saggina (che come al solito cancellerò e bla bla bla) della serata dedicato a tutti i radical chic! "Non c'è niente di più spietato della banalità dei social." PS Buon moon day a tutti! 😂😂😂 In foto, un fotogramma dal mio  lavoro adiovisivo musiCaos, "specchi",2015.

giovedì 18 luglio 2019

Nghè!

Almeno nel mio caso è proprio vero: restiamo per tutta la vita quelli che eravamo a 5 anni... ovviamente più alti, pesanti, imbiancati, sdentati, fuoriluogo e sempre fuoritempo, ma sempre, comunque e ovunque, bambini in cerca di approvazione...

martedì 16 luglio 2019

Isttuzione

Esegue il primo alunno la sua composizione agli esami: "do do do mi fa fa fa re". Dice il prof "Sì, però non c'è originalità non c'è anima!"
Esegue il secondo alunno la sua composizione agli esami: "mi do do do fa re re". Dice il prof "Meglio, però non c'è ancora originalità e non c'è anima!"
Esegue il terzo alunno la sua composizione agli esami: "do do re re mi fa mi fa sol!". Dice il prof "Non eccezionale, ma dietro c'è una ricerca!!"
Esegue il terzo alunno la sua composizione agli esami: 🎶🌫️🎶🌋🎶🌪️🎶🌞🎶🎡🔥🎶💞". Dice il prof "Mi dispiace, fuori dagli schemi! Bocciato! Ora ascoltate me e imparate: do do do mi fa fa fa re do do do mi fa fa fa re.

venerdì 5 luglio 2019

La balena Giuseppina

Amate tutti Greenpeace che salva le balene violando le acque territoriali di mezzo mondo. La vita di una balena è preziosa, si sa! Ve la ricordate "La balena Giuseppina"? Chissà quanto avrà sensibilizzato i giapponesi il cartone di Kunihiko Yuyama? Credo quanto "Il cammino della speranza" di Germi abbia sensibilizzato  gli italiani!🙄

giovedì 4 luglio 2019

"Parteggiare"

L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. (studiando ...)L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

martedì 2 luglio 2019