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lunedì 30 giugno 2025

Cancellare la Memoria

Non ci saranno palestinesi che faranno ritorno dai campi di sterminio a cielo aperto. A differenza dei deportati dei regimi totalitari del passato, come quelli condotti nei lager nazisti in Germania o in altri paesi occupati, i palestinesi non sono stati portati lontano dalle loro terre: sono già nel luogo in cui vivono, nel luogo in cui muoiono, nel luogo in cui vengono cancellati. Non ci sarà un "ritorno", perché non c’è un altrove da cui tornare. Gaza non è solo un carcere a cielo aperto: è un dispositivo di annientamento quotidiano che agisce in loco, davanti agli occhi del mondo. E in questa realtà si nasconde qualcosa di ancora più subdolo e agghiacciante rispetto ai crimini già condannati dalla Storia: la cancellazione sistematica non solo delle vite, ma anche della memoria stessa di un popolo. Se i sopravvissuti ai campi nazisti poterono raccontare, testimoniare, gridare al mondo l’orrore subito, ai palestinesi viene negata persino questa possibilità. Si vuole non solo la loro eliminazione fisica, ma anche la loro estinzione narrativa, la loro scomparsa storica. Questa strategia, che unisce oppressione militare, isolamento politico, negazione umana e distruzione culturale, non è soltanto crudele: è scientificamente strutturata per impedire ogni forma di ritorno, di riscatto, di memoria. In questo senso, è una forma di annientamento che supera per insidiosità e radicalità perfino le forme di sterminio che l'umanità ha già riconosciuto come crimini assoluti.

Marco Brama

#memoria #palestina #guerra #storia

domenica 12 maggio 2024

La considerazione più intelligente (finora)

La costruzione della storia, del contesto che inevitabilmente diventerà storico, deve essere percepita da chi ha il coraggio o l'incoscienza di dichiararsi storico, come illusoria. Illusoria in una società non corrotta altrimenti distorta; ma uno storico, uno scriba moderno, non può avere la "mentalità del "povero"" e/o di un alfabetizzato funzionale - figura di sistema inconsapevole più subdola e pericolosa per la scrittura della storia stessa - altrimenti non comprenderà i meccanismi alla base della letteratura -  che in fondo a ben guardare è estetica, cioè selezione, quindi filosofia - e i motivi per i quali alcuni fatti, alcune vite, alcune storie alcuni popoli, alcuni malati, alcuni morti, non saranno mai raccontati. 

giovedì 2 marzo 2023

Guerra e Pace

La storia non insegna nulla! E il racconto si perde e ripete. In particolare la seconda guerra mondiale non ha insegnato nulla .... discriminazione, invasione, resistenza, liberazione, indipendenza ....cantava Jarabe De Palo "da che parte guardi il mondo tutto dipende!" ... solo che da qualsiasi parte guardi, a rimetterci sono sempre gli ultimi mentre i ricchi si sfregano le mani, in attesa della spartizione e della ricostruzione. Dovremmo cambiare la nostra economia di guerra con una di pace! Altro non c'è!
... Tralasciando i "postumi del colonialismo" e il fatto che questo conflitto sia eccezionale per portata geo-politica, l'Europa è verosimilmente in guerra senza sosta, praticamente come tutti gli altri Stati ricchi! Ci sono guerre dimenticate, missioni di pace o esportazioni di democrazia un po' ovunque.... Siria, Iraq, Afganistan, Libano, Bosnia, Kosovo, Albania, Libia, Niger ... abbiamo il difetto di non avere memoria. Dovremmo avere un giorno della memoria per ogni conflitto a cui abbiamo partecipato. Basta aprire un libro di storia qualunque per comprendere (purtroppo a scuola non lo si capisce) come tutto il nostro sistema ruoti attorno ai conflitti da almeno 5000 anni ... ma non siamo coerenti, perché dove non ci sono interessi economici neanche ci spostiamo ... possono morire tutti e neanche alziamo un dito! Alla fine direi che non ci sono buoni, ma solo ricchi che incassano e poveri che pagano e quindi vincitori che scrivono e vinti che leggono. Vorrei poter dire il contrario, ma non siamo belle persone!

domenica 26 giugno 2022

Neo assunti e nuovi ordini bipolari

E oggi mi diverto a scrivere di fantapolitica! Partiamo dagli assunti! 😂 Controllare il popolo per gestire al meglio l'organizzazione sociale è uno dei compiti del potere. Siamo passati dalla schiavitù alle droghe, dall'illusione di libertà all'ipnosi digitale di massa, ma la sostanza non è mai cambiata. Il potere è sempre il potere; cambia pelle ma per fare la muta e crescere! Va boh...Niente di nuovo mi direte: il mondo funziona così! Vero, però ora la Cina ha "parlato". Quindi proiettandoci in un futuro non troppo lontano, ipotizzando e sintetizzando, avremo un mondo con un nuovo ordine mondiale bipolare con due monete, due schieramenti, due visioni del mondo, due modi di gestire le masse e i capitali. Ora, rispetto all'antico Egitto 😂 non avremo i frustini sulla schiena, ma dovremo comunque fare i bravi bambini! In sintesi per controllare i soldi e la popolazione in occidente proseguiranno quanto sperimentato in questi anni, completando la digitalizzazione per "gran fratellizzare" tutto e rilasciare un certificato di credito sociale (quello che abbiamo sperimentato col  green pass per capirci) da estendere a tutte le attività (patente, tasse, casa, multe, cure mediche effettuate, insulti online, fake news dette.... cose così insomma) , dall'altra parte, nel nuovo super-blocco "Ruscina", il credito sociale digitale verrà gestito sempre da un terzo occhio, ma sarà legato sostanzialmente all'adesione/condivisione ideologica e al rispetto delle leggi. Le uniche variabili ravvisabili potrebbero essere legate alle  conseguenze; presumibilmente da noi in occidente si verrà esclusi da ogni attività sociale e confinati in casa mentre nel nuovo schieramento orientale si andrà direttamente in galera senza passare dal via. Ora per capire dove penderà l'ago, ci basterà attendere lo schieramento dell'Arabia Saudita, secondo produttore mondiale di petrolio, e poi si vedrà come andrà a finire. Intanto chi non ha l'identità digitale si porti avanti e chi pensa di passare un inverno sereno e libero, scelga la sua marca per avere la tessera oppure diventi ricco.... schifosamente ricco, tanto da poter vivere per sempre su uno yacht in acque internazionali! Bye bye!  #fantapolitica #società #guerea #globalizzazione #sinistra #medioevodigitale

sabato 4 gennaio 2020

finché finanche finanze

... finché la storia scelta sarà quella dei ricchi, il racconto produrrà solo guerre, minoranze, scribi e schiavi. Quanto vorrei una storia basata sulla vita delle famiglie dei pompieri, delle panettiere, dei pastori, delle cuoche ...  saremmo meno arrivisti e il mondo meno a rischio.

giovedì 4 luglio 2019

"Parteggiare"

L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. (studiando ...)L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

giovedì 7 settembre 2017

Manifestazione per la Pace? Questa sconosciuta!

Ma una seria manifestazione per la pace? Il problema è che a una certa età anche il più ignorante capisce i meccanismi base del sistema. Insomma a qualcuno si dovranno pur vendere le armi che vengono costantemente prodotte! Anche il più superficiale capisce che le cose non stanno esattamente come gli hanno spiegato e che in realtà non può fare nulla per cambiare ciò che non va. Inoltre non ha più voglia di lottare. Sta a casa, si guarda le sue serie tv americane, si compra i suoi vestitini finto made in Italy, si guarda la storia creata dai tg mentre mangia cibi praticamente antibiotici. Si sposa, fa i figli, lavora come un mulo, fa la vacanzetta di una settimana e quando ha 40/50 anni capisce di aver scelto una vita che gli va stretta e di averlo fatto perché ha seguito un modello prestabilito... sotto pressione. A questo punto ha 5 possibilità: 1- fa finta di nulla, 2- cambia vita e risbaglia, 3-riprova a cambiare vita senza commettere errori, 4-ci riesce 5-non cambia.
Quando si è giovani si osservano gli adulti e ci si accorge che non sono per niente rassicuranti! Una massa di quaquaraqua che si credono intelligenti e ti impediscono di parlare perché : "Tu che vuoi capire? Tu sei giovane non hai esperienza!" Non si comprendono a fondo le regole è vero, ma questo è il vantaggio! Si è incoscienti e pronti a provare e poi non dimentichiamoci che è grazie all'errore che c'è evoluzione. L'errore sgretola i muri e dalle crepe filtra la luce. Ma oggi i giovani sono già stati intontiti e instradati... per cui... quando si "comprende" si è già troppo vecchi.
Inoltre chi non capisce (cioè la forza lavoro fino alla presunta pensione) è preso dal modello di vita che ha scelto, dal realizzare l'immagine mentale che ha costruito e dall'ansia di fare bene secondo le regole e non ha certo tempo di scendere in piazza per risolvere i problemi con i fatti.
Poi ci sono quelli che hanno studiato da giovani, quando uno si sente super in ogni campo, legittimati dal voto diventano logicamente reazionari come ciò che hanno studiato, gelosi e ottusi custodi della tradizione di chi regna, sceglie e gode. Da li a trasformarsi in quelli che raccontano paura creando fazioni da far scontrare o in chi fa show per alimentare illusioni che giustificano chi regna, è un attimo. Ora non resta che ricordare a chi legge o ascolta che per loro chi va fuori dal coro è stonato...o chi dissente è matto...
E quei pochi che credono di aver capito? Beh, credono di fare la rivoluzione davanti ad un cellulare indignandosi pee le storie che leggono. Si indignassero di loro stessi piuttosto, perché hanno permesso tutto questo.

sabato 10 dicembre 2016

Ipotesi, ma non troppo

Da tempo immemore si vocifera di antiche civiltà, di mitiche età dell'oro. Secondo una ricerca scientifica internazionale del Cnr/Isma basata sul carotaggio dei ghiacci dell'Antartide, 14.000 anni fa la Terra ha sofferto un incremento massiccio di gas serra e metano. Una spiegazione plausibile, che avvalorerebbe leggende e tradizioni come i Vimana, gli antichi testi sacri Induisti, sarebbe quella di una popolazione di circa 10 miliardi di persone e attività produttive tecnologicamente avanzate in età arcaica, che avrebbero immesso nell'aria quantità enormi di anidride carbonica, esattamente come sta accadendo oggi. Fantastoria e fantascienza non sono mai state così vicine.

giovedì 4 giugno 2015

Distoria - Marco Brama - Breve Analisi

Ho ricevuto in anticipo una copia digitale del saggio "Distoria - Per una crono conoscenza dell'uomo" scritto da Marco Brama, un libricino breve, con una copertina molto accattivante e un titolo che mi ha molto incuriosito. Pensando ad un trattato un po' "furbo" e ben congeniato, ho iniziato la lettura in modo un po' distratto per la verità, prestando poca attenzione a quanto scorreva sotto i miei occhi. Dopo poche pagine però, il ragionamento cominciava a spostarsi in territori così pretenziosi, da costringermi a concentrarmi per capire quanto mai volesse spingersi lontano l'autore. Con un atteggiamento sempre più divertito e critico, ho iniziato una vera e propria sfida con il testo che, in verità, cominciava a delineare un'idea nuova e affascinante. Nel giro di pochi capitoli, con mio stupore, mi sono trovato immerso in un ragionamento lucido e sempre più complesso, oserei dire polifonico, che mi ha costretto al confronto con le mie convinzioni. Ebbene, mi sono imbattuto in qualcosa di completamente coerente e nuovo. In questo breve saggio l'autore riesce a decostruire tutta la storia dell'uomo, tutte le prassi e le convinzioni comuni, portando il lettore in un
territorio inesplorato che era semplicemente dietro l'angolo, nascosto dalle stratificazioni storiche tanto da non essere visibile. Tutto è esposto da un punto di vista diametralmente opposto a quello comune e trattato con un'ottica completamente "diversa", estremamente coerente e affascinante. Arrivato a conclusione, ho avuto l'impressione di aver ricostruito un mosaico le cui tessere esistevano, ma erano state tutte scompaginate, un vero e proprio shock che, dopo la lettura, non mi consentiva più di immaginare nessun'altra realtà possibile e vera. A questo punto è venuta fuori la mia parte razionale ed ho cominciato a rileggere, approfondire e analizzare le migliaia di citazioni contenute, le decine di teorie considerate, gli inumerevoli rimandi a tutte le discipline conosciute inserite in un saggio così breve, per trovare un punto debole, un passaggio che facesse crollare il castello di carte così ben argomentato e costruito. Il risultato? Il libro funziona in ogni punto e sostiene saldamente quanto trattato! Tutto attinge da fonti scientifiche o riconosciute dal mondo accademico. Pur con molte e necessarie ellissi, niente è lasciato al caso o trattato in modo superficiale. Quel che resta, alla fine della lettura, è il senso di stupore per non essere mai riuscito ad osservare le dinamiche sociali, storiche, scientifiche, psicologiche, artistiche e politiche, da questo punto di vista. Resta anche un senso di stordimento per essere stato costretto in così poco tempo a riconsiderare tutto, rendendomi conto di trovarmi in uno squilibrato e assurdo gioco storico che ha distolto il genere umano dalle sue reali esigenze. Superando concezioni moderne e post-moderne, il breve saggio, aprirà sicuramente spazi per riflessioni, dibattiti e farà da apri pista "distorico" per tanti scritti e trattati. Niente, forse, sarà più come prima.

Gian Umberto Pietrangeli

Giudizio di Culture Sharing: Imperdibile

giovedì 7 maggio 2015

Nuove strade ideali

In una società storicizzata, la politica è come un percorso circolare a due corsie e a senso unico. Quando si logora puoi rattopparlo, ma a forza di stratificare, le "toppe"  diventeranno fastidiose, pericolose, e riempiranno inevitabilmente entrambe le carreggiate.  Solo al centro non ci saranno buche e si potrà viaggiare più velocemente, anche se non si raggiungerà mai una metà. Eppure, a ben guardare, in un percorso circolare anche una strada a doppio senso, si logorerà sempre senza portare da nessuna parte. Quindi l'unica vera alternativa sarà volare verso una meta sempre ideale, senza utilizzare più quel sentiero!  Marco Brama

martedì 5 maggio 2015

14-06-2015 Presentazione Libro - Distoria per una crono conoscenza dell'uomo - Marco Brama

Distoria è un sentiero irto, frantumato, scandito da evoluzioni, svolte impreviste e arresti violenti; un cammino a ritroso nel tempo, nella memoria, nell’identità, nella coscienza dell’uomo - imprigionato nel suo narcisistico primato di Soggetto assoluto – e dell’umanità concepita nelle sue fratture e ipocrisie di gender come nel suo statuto di specie antropologicamente, socialmente, culturalmente dominante. È il concetto stesso di origine ad essere chirurgicamente messo in discussione dal testo nel tentativo di ribaltare canoni e convenzioni interpretative, in cerca di nuove suggestioni e coordinate capaci di spiegare l’inesplicabile e l’inesplicato, di confutare il dogma facendo riemergere il rimosso, dando un nome ai non detti che di generazione in generazione continuano a sussurrarci dentro, scardinando l’inafferrabilità del trascendente e, con lo stesso vigore, le monolitiche certezze dell’empirico. Attraverso coraggiose interpretazioni tese a restituire al pensiero artistico antichi primati negati e prospettive storiche, psicologiche e filosofiche che reinquadrano l’uomo e i suoi modelli evolutivi sociali e intellettuali, l’autore
analizza e decostruisce l’individuo, celebrandone la forza creatrice nel fulgore della sua ascesa, nel fragore del suo inesorabile crepuscolo e nella visione di una sua futura, remota rinascita.

Marco Cocco


Interverrà la Dott.ssa Isabella Pomi​

foto di copertina Daniela De Leo​
Un ringraziamento speciale a Patrizia  Menghini, Isabella Pomi, Marco Cocco​, Stefania  Urbani,  Angelo Piferi  De Simoni alias Incompleto Imperfetto​, Claudio  Cavalloro e Fabrizio Cesaretti​.
Un ringraziamento particolare a Sabrina De Simoni e Ba Seck, protagonisti della foto di copertina.

Museo della città e del territorio
Vetralla
Via di Porta Marchetta, 2 01019 

giovedì 26 febbraio 2015

Guerra? No grazie!

Questi programmi televisivi di attualità sono deleteri, demagogici, populisti e alimentano l'odio tra le persone senza spiegare il perché delle cose. Ora faranno di tutto pur di giustificare una guerra! C'è una parte di non detto che vive nell'omertà di un potere piegato all'economia; deprimente sapere che le persone non sanno e non gli verrà mai spiegato...

lunedì 24 novembre 2014

Quanto vale un voto

Quantificare il valore di un voto o di milioni di voti è cosa semplice. In questo sistema fatto di regole, media funzionali e storie tralasciate perché provenienti da fonti non verificabili, ma che raccontano un livello di potere non esplicitamente coinvolto nelle becere beghe dell'amministrazione terrena, mi sembra alla luce del Sole che questa illusione chiamata democrazia, sia una geniale architettura socio-culturale ottenuta variando di volta in volta piccoli punti non influenti nella reale struttura gerarchica elitaria, diventata sempre più forte nei millenni e che governa il Mondo intero. Un "diritto" che serve solo da diversivo, per imbonire la folla. In effetti sembra chiaro che i governi e i partiti politici sono piegati all'economia, alle banche, alle multinazionali, alla borsa, alle agenzie di rating... sempre e in ogni forma. Quindi viene da chiedersi: chi realmente comanda e detta le regole? I politici, i rivoluzionari? Oppure chi sceglie le fonti e racconta cronaca che poi diventa storia asservita al potere? Chi racconta solo ciò che è tangibilmente inutile? Perché le notizie del Royal baby hanno mille volte più visibilità dei milioni di morti per le carestie e le guerre in ogni luogo? Forse perché i poveri e i morti non pagano stipendi?  Allora cosa significa ed è significato nei secoli creare la storia? Perché sappiamo tutti che alcuni popoli sono stati quasi sterminati, ma poco o nulla sappiamo di altri? C'è forse una gerarchia anche nel valore di una vita e di un popolo? Cosa sappiamo realmente dello sterminio di Curdi, Tutsi, Hutu e perché quel poco che si sa viene dimenticato? Centinaia di migliaia di cadaveri "spalati" nell'indifferenza, da ruspe mostruose in Africa, America Latina, Asia; intere popolazioni spazzate via e usate come concime!  Cosa ne è del loro voto? Forse bisognerebbe, anche da esterni, avere diritto di voto nei "piani alti", nei consigli di amministrazione, nei tavoli che tutto muovono, nelle casse che trasudano oro, diamanti e petrolio... forse solo allora si potrebbe votare perché il voto avrebbe realmente valore.
Marco Brama


venerdì 14 novembre 2014

Benjamin

Il moderno e il post moderno sono finiti ... andare avanti ... Benjamin .... l'esperienza dell'originale! Ma un'opera è originale unica e riproducibile come tale solo se digitale ...

giovedì 13 novembre 2014

Api

Tutto può tornare utile al razzismo...  anche un coleottero chiamato Aethina Tumida può servire da trampolino per il gioco delle associazioni terribili e spietate di paura,  terrore,  Africa,  minaccia, economia....
Un recente articolo di un non meglio precisato (o meglio di cui non preciserò il nome) blog, fa leva proprio su questo gioco di associazioni ...  lo strisciante razzismo padre di tutti i nazionalismi... sciocchi diversivi per intrattenere il popolo e sviarlo dalla storia reale e sotterranea del mondo....

martedì 2 settembre 2014

Paesi che vai...

In effetti il problema della guerra tra i Dormienti e il resto del mondo è che l'amico del judoka,  l'uomo a cavallo ex leader del paese conosciuto come Peccatolandia, non è più il capo del governo e non fa più le feste a base di signorine coccodè.  Giustamente questo sensei, ancora con il testosterone a 2000, ultramaschilista, bipolare e con tanto di armi atomiche a gogo non ha un cavolo da fare tutto il giorno, ed ecco che a 25 anni dalla caduta dei drappi color rubino,  decide di giocare con i soldatini a far la guerra...

sabato 30 agosto 2014

Re re re re re....... mi fa sol....

nell'inutilità di una vita, nella miseria dell'arte, della pigrizia,  del tempo che passa, delle opere non realizzate...  del grasso dell'opulenza di una società disgustosa che pensa solo alle guerre

lunedì 25 agosto 2014

L'economia dei materiali da "La Verza è proprio buona" seconda parte 2009

... ho riflettuto un po’ sulla fortuna delle multinazionali, la maggior parte nate tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Pensavo al loro periodo d’oro, subito dopo la seconda guerra mondiale quando qualcuno, credo anche tuo nonno, stabilì un cambio di rotta per la società! I valori che fino a quel momento erano stati i cardini dell’organizzazione economica, come il risparmio e la solidarietà, vennero sostituiti dal concetto di capitalismo. Per far correre l’economia  i proprietari di queste grandi imprese multinazionali e i governi decisero di elevare l’acquisto e l’uso di merci a stile di vita. Gli economisti e i grandi industriali dell’epoca, volevano entrare di prepotenza nell’Olimpo dei ricchi ed arrivarono alla conclusione che per arricchirsi in modo rapido e massiccio avevano bisogno che sempre più beni venissero prodotti, distrutti e rimpiazzati ad un ritmo sempre più veloce. Lo scopo ultimo di questa economia è infatti produrre più beni di consumo... ma come è stato possibile in così pochi anni che la gente abbia accettato uno stile di vita che non prende come scopo ultimo la salute, l’assistenza sociale, la cultura, il benessere generale? In realtà è stato abbastanza semplice. Il segreto è l’obsolescenza dei beni. In effetti, nonostante la tecnologia vada avanti e si impari dagli errori a far sempre meglio, tutti i prodotti  dopo un po’ si rompono da soli anche se non possono rompersi troppo velocemente, altrimenti le persone non avranno più fiducia nel prodotto o nel produttore. Ecco quindi che interviene l’aggiornamento. I prodotti sono continuamente aggiornati. Magari con modifiche insignificanti, ma che vengono sbandierate ampiamente. Questo rende un prodotto nuovo già superato  o a volte addirittura inutilizzabile. La pubblicità prodotta dai mass media ci fa notare proprio questo. Un prodotto deve essere nuovo, e del tipo proposto ogni stagione dalle società; ora rosso, ora giallo, ora grande, ora piccolo e se non abbiamo comprato prodotti all’ultima moda non valiamo tanto come la persona che li ha acquistati. La pubblicità ci dice di comprare continuamente mostrando uno stile di vita felice,  sereno, cool e mostra accuratamente solo il prodotto finale, cioè pronto per la fase dell’acquisto. Non vengono mai mostrate le persone  che ci sono alle spalle e che quei prodotti, che loro stesso producono, non potranno mai permetterseli.
L’attuale sistema prevede lo sfruttamento delle risorse nei paesi del terzo mondo che sono volutamente abbandonati a se stessi in mano a dittatori senza scrupoli. Il sottosuolo dell’Africa è forse il più ricco del pianeta: diamanti, petrolio, uranio, ferro, manganese, rubini, tutto! L’arrivo delle multinazionali e del lavoro che portano viene visto come una salvezza dalla gente del posto, che in realtà possederebbe quella terra e le sue ricchezze. Ma di fatto non è così. Queste persone non hanno i soldi per rivendicare la loro proprietà. Il lavoro offerto da queste benevole industrie è l’unica alternativa ed un’alternativa massacrante dove il lavoro è senza tutela e sfrutta tutti,  anche i bambini! Gente che non ha nulla di meglio da fare che morire nelle miniere. Lo sfruttamento delle risorse distrugge questo ambiente costringendo le persone a spostarsi verso le città dove, per sopravvivere, sarà accettato qualsiasi lavoro massacrante nelle fabbriche gestite da potenti senza scrupoli. In queste fabbriche le materie prime acquisite vengono trattate con materiali che accelerano la produzione e riducono i costi. Questi materiali sono sostanze chimiche pericolosissime delle quali non si vuole, ovviamente, conoscere l’effetto dell’esposizione a lungo termine sulle persone, e non solo degli operai, ma anche dei consumatori finali. Non solo gli scarti industriali riempiono l’aria, la terra e le falde acquifere con elementi super inquinanti, ma anche tutti i prodotti finali che acquistiamo, dal cibo ai vestiti, dalle auto ai computer, sono pieni di sostanze dannose di ogni genere, da quelle cancerogene a quelle neurotossiche. Non c’è interesse per la salute delle persone, l’importante è vendere e vendere tanto... e il problema è che con questo sistema di produzione, dove lo scopo ultimo è produrre e vendere sempre di più, le risorse stanno scomparendo. Il ritmo è talmente alto che già oggi nel 2009,  1/3 delle risorse dell’intero pianeta è stato utilizzato e il ritmo di autorigenerazione del pianeta non è in grado di far fronte a tale disastro. Attualmente solo il 19% delle foreste dell’intero pianeta è ancora integro e le materia prime sono estratte ad un ritmo talmente alto che circa il 95% di esse viene distrutto prima ancora di essere lavorato. E nonostante la crisi tutti i governi dicono di comprare! Questo perché il ciclo si interromperebbe! In effetti in questo sistema noi siamo solo dei semplici consumatori, valiamo in base a quanto consumiamo. E consumiamo tantissimo, più del doppio degli anni ’60 e più di quanto abbiamo bisogno. Per sopravvivere a questa ruota l’uomo medio è costretto a lavorare molto più che in passato. Lavora tantissimo e quel poco tempo libero che gli rimane lo usa inconsciamente per diventare egli stesso parte chiave della ruota dell’economia. Si rilassa sul divano a guardare la tv.  La pubblicità gli dice di comprare, va a fare shopping torna a casa, riprende il lavoro, si stanca, guarda ancora la televisione che gli dice che se non compra non vale nulla e così nuovamente a fare acquisti in un circolo vizioso che non ha mai fine. Si fanno acquisti di ogni tipo, dalla saponetta alla vacanza in crociera.. Abbiamo così tante di quelle cose che le buttiamo. E ne buttiamo davvero tante. Tutte create in quelle industrie dove gli additivi chimici hanno reso i prodotti tossici. Questo gran buttare crea uno dei problemi più grandi di tutto il sistema: lo smaltimento. I prodotti non si biodegradano e il loro incenerimento libera le sostanze chimiche tossiche che sono state utilizzate nella creazione. Una di queste è la diossina pericolosissima per la salute. Ma non è la sola. In effetti l’incidenza di tumori nelle zone limitrofe agli inceneritori è molto al di sopra della media. E Il problema non è costituito solo dai nostri rifiuti ma soprattutto da quelli a monte. E il riciclaggio completo purtroppo non ancora possibile. Di questo passo tutto il pianeta sarà un’enorme discarica e forse solo allora il nuovo business ufficiale, ovviamente sponsorizzato da tutte le multinazionali, saranno i rifiuti.
75.485 reddito annuo procapite in euro  di tutti gli stati africani sommati

Reddito annuo procapite dei primi 3 stati al mondo da soli
1 Norvegia 87.682
2 Lussemburgo 81.187
3 Svizzera 79.661

1.345.897 PIL in milioni di euro di tutti gli stai africani sommati
1.881.819 Fatturato annuo in milioni di euro delle sole prime 3 multinazionali

1Royal Dutch Shell660.040
2Exxon Mobil637.705
3Wal-Mart Stores584.074

giovedì 21 agosto 2014

Sacre scritture... per dire...

La cucina kasher che stress!!!  Dopo aver sterilizzato TUTTO anche col fuoco bisogna assolutamente trattare e preparare carni e latticini e derivati (ma anche carne e pesce per dire) separatamente perché non possono stare a CONTATTO (e anche le piante,  sempre per dire, non possono crescere insieme) .... Per cucinare ci vogliono praticamente 2 cucine e il doppio del tempo...  L'assurdo e ridicolo però è che il problema si pone solo nella preparazione e non nella consumazione!!!! Quando si mangia e i vari cibi finiscono nello stomaco non stanno a CONTATTO? Non si mischiano? Non ci sono batteri?  Mica siamo vacche che abbiamo stomaci separati!!! Ahah Quante ore e dopo quanto? Non se ne parla! E poi nel nostro corpo ci sono MILIARDI di batteri che vivono nel nostro intestino e si occupano di elaborare e ci aiutano ad assorbire il cibo... quindi? TUTTO INUTILE si tratta solo di tradizioni nate interpretando la Bibbia e quando la scienza era sconosciuta ... (e se uno nasce in Australia che ci sono i marsupiali? voglio dire: Dio ha creato il mondo e quindi anche l'Australia.... e ha scritto secondo ebrei e cristiani la Bibbia... mmm...  e perché si è scordato delle sue creature marsupiali?  Forse perché  l'Oceania 4000 anni fa non era stata scoperta?... ...)