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mercoledì 20 giugno 2018

Bombe d'acqua estive? Ecco la goccia che fa traboccare il bicchiere!


I cambiamenti climatici sono chiaramente ciclici, ma anche influenzati e modificati dall'intervento dell'uomo. È evidente come dalla rivoluzione industriale la temperatura globale sia sempre stata in crescita e come negli ultimi decenni l'aumento della popolazione, l'aumento degli allevamenti intensivi e la deforestazione, abbia generato un aumento vertiginoso dei gas serra. In particolare le metropoli sono concentrazioni incredibili di CO2 a causa dell'elevatissimo numero di abitanti, mezzi di trasporto e scarsità di verde pubblico. Eppure una recente ipotesi suggerirebbe un ulteriore fattore, largamente sottovalutato, legato  all'incremento della temperatura al suolo: la presenza massiccia e l'uso smodato di aria condizionata, soprattutto nei mesi estivi. Ecco la goccia che farebbe traboccare il bicchiere. Si tratterebbe di un cane che si morde la coda! In sostanza fa caldo, si accende l'aria condizionata (auto, abitazioni, uffici, ospedali, istituzioni, supermercati....) e si riscalda la temperatura al suolo in modo esponenziale. L'aria calda e umida prodotta a terra, dai gas serra e dagli impianti di aria condizionata, incontra quella più fredda in quota e il risultato sono trombe d'aria e precipitazioni incontrollate e spaventose. Ora viene da chiedersi chi mai si occuperà di studiare, verificare e regolamentare tutto questo.

lunedì 7 marzo 2016

Referendum Nazionale per scegliere il futuro dei mari italiani

Domenica 17 aprile 2016, dalle ore 7:00 alle ore 23:00, si voterà per il “referendum sulle trivellazioni” per abrogare il comma 17 dell’articolo 6 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 sulle norme in materia ambientale.
Il referendum nazionale è stato promosso da nove regioni che si sono mobilitate contro i progetti petroliferi all'interno delle acque territoriali italiane ed è sostenuto da molte associazioni ambientaliste.

Il Si e il no
Se si vuole che le trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa vengano sospese, bisogna votare "SÌ". Votando No si manifesta la volontà di mantenere la normativa esistente che consente la trivellazione del mare per cercare gas e petrolio entro questa misura. 
In sintesi: 
Votando SÌ si impedisce che vengano aperti nuovi impianti o proseguite le attività di trivellazione negli impianti già esistenti entro le 12 miglia ma non oltre, dove sarà comunque possibile creare nuovi impianti. Ciò che di positivo c'è, è quindi lo spostamento dalla costa di attività estrattive estremamente impattanti dal punto di vista ambientale, anche se il problema non sarà risolto del tutto e i nuovi impianti potrebbero spostarsi anche in zone estremamente pescose a sole 13 miglia. 
Votando NO o non raggiungendo il quorum rimarrebbe tutto invariato, quindi estrazioni ed impianti nuovi e vecchi anche dentro il margine di sicurezza di 12 miglia. 

Per approfondire 
Il testo del referendum recita: Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”? 
Il comma 17 del d. l. 152 stabilisce che sono vietate le «attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi» entro le 12 miglia marine delle acque nazionali italiane. La legge stabilisce che gli impianti esistenti entro questa fascia possono continuare la loro attività fino alla data di scadenza della concessione che,  su richiesta, può essere prorogata fino all’esaurimento del giacimento.

Per votare 
Per votare è necessario presentarsi al seggio elettorale del comune di residenza a cui si è iscritti, muniti di tessera elettorale e di documento d’identità. 
Il referendum popolare è valido solo se raggiunge il quorum, cioè se va a votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto, secondo quanto previsto dalla Costituzione.

Noi voteremo Sì e tu?