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lunedì 13 marzo 2017

Sintonia - Marco Brama - 31 Marzo 2017 Upperlab Bergamo

Mariella Sto e Cristina Failla
protagoniste di Sintonia
Marco Brama presenta il suo nuovo lavoro Sintonia. A due anni da "Life - Sound of Universe", il compositore torna con un concept videoalbum, che unisce performance, installazione, musica e videoarte. Un lavoro complesso, stratificato e al contempo fresco. L'artista non si è perso nell'autocelebrazione, né ha smesso di cercare, piuttosto allarga ulteriormente l'inclusione avviata con i precedenti album, realizzando un incontro decisamente maturo tra arti performative, musica sinfonica, elettronica, popolare, etnica e sperimentale. Un caleidoscopio immersivo e incessante, che propone "un modo diverso di ascoltare", ovvero immaginare, vedere i colori relativi alle frequenze. Ogni brano è in una delle tonalità principali, alla quale è associato il relativo colore dello spettro visibile. Il risultato è stato ottenuto sintonizzando/accordando tutti gli strumenti virtuali e acustici sulle frequenze e i relativi multipli, dei colori del prisma. Il cd, che vede la presenza di Angelo Piferi De Simoni alla chitarra, saprà coinvolgere e spiazzare l'ascoltatore con la sua forma insolita, che confonde la cura quasi maniacale per i suoni, che sembrano carezzare le orecchie. La videografia vede protagoniste Nina Failla e Mariella Sto, che portano il loro linguaggio performativo all'interno di una "sfera" interrata, dove l'unica cosa che giunge dall'esterno sono le vibrazioni, ovvero le frequenze dei colori e dei suoni in una relazione simbiotica. I brani, che abbiamo potuto ascoltare in anteprima, sono come al solito integralmente realizzati dall'artista. Dalla serenità di Viola, al delirio di Indaco con il suo imperterrito e "deleterio" campione elettronico, si finisce per essere destabilizzati da Giallo Limone che si sviluppa nel modo più impensabile. Uno sgangherato quanto ragionato Verde si contrappone al bellissimo Blu, mentre l'ipnotico Arancione diventa l'ombra di Rosso checon le sue singolari armonie nel finale, da solo è sufficiente a ricordarci che non si tratta di un semplice lavoro tonale, ma di una ricerca fuori da ogni schema e da ogni aspettativa, dove la musica esprime modalità diversamente narrative. Il disco sarà presentato con la proiezione integrale dell'audiovideografia all'Upperlab di Bergamo, il 31 marzo alle ore 22 e la colonna sonora sarà disponibile in download in tutti i digital stores. Sintonia è un lavoro totalmente indipendente e per questo motivo avrà una diffusione in circuiti distanti da quelli dei media generalisti.
CS/gup

La locandina dell'evento
Sito ufficiale marcobramaofficial

Di seguito la presentazione del progetto fatta da Marco Brama presa dal suo blog,

fotogramma dell'adiovideografia
Sintonia, una composizione elettroacustica ispirata dall'inestricabile condizione della materia, che vibra in ogni momento. Ogni oggetto, ogni corpo vivente, ha una specifica risonanza che genera onde percepibili con i sensi. Non importa quali sensi, perché non c'è sostanziale differenza tra un suono, un colore e la loro fonte, piuttosto tutto risponde alle stesse leggi di risonanza che si ripetono verso l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo. È possibile misurare i cicli al secondo con cui vibra la materia trovando multipli e corrispondenze. Il cervello umano ad esempio, ha un suo ciclo di 7,83 Hz chiamato Risonanza Schumann, ed è proprio per sintonizzarsi con questa frequenza che sono stati accordati specificamente gli strumenti utilizzati in quest'opera. Sintonizzare la musica sulle frequenze del corpo umano produce una relazione con l'ascoltatore, anche quando vengono prodotte le armoniche, ovvero i multipli della vibrazione di base. Tutte le onde si incontrano/scontrano con l'uomo che diventa un diapason vivente. Attraverso dei calcoli matematici è possibile identificare gli "spettri" visibili degli oggetti e trovarne il corrispondente ciclo sonoro. Partendo da questo principio, luce e suono sono l'uno specchio dell'altro, come elementi dotati delle stesse informazioni e in comunicazione non-locale tra loro. In questo senso la frequenza della nota LA corrisponde all'arancione, quella del SI al giallo limone, quella del Do al verde, quella del RE al blu, quella del MI all'Indaco, quella del FA al viola e quella del SOL al Rosso. Gli studi sulle frequenze, i colori, la natura umana e il cosmo, hanno da sempre affascinato musicisti e scienziati, anche se con approcci e risultati diversi. Nel progetto "Sintonia" c'è il tentativo di unire/riunire scienza e arte, creando una bolla sonora tridimensionale in cui, il l'ascoltatore può entrare in risonanza con i suoni, traslati nei colori che riuscirà a percepire e ricreare interiormente lungo il fluire del tempo musicale, a sua volta legato al ritmo cardiaco. Questa vibrazione polifonica può allontanare il semplice spettatore da ciò che lo circonda, creando un microcosmo con la sua personale pulsazione in grado di contrastare le frequenze provenienti dall'esterno. Un confine permeabile e invisibile, come i suoni, che delinea lo spazio dove rifugiarsi per allontanare la frenesia quotidiana e scoprire un modo nuovo di percepire: rendere visibili/immaginabili/percepibili le onde sonore. I sette brani sono anche audiovideografie, ovvero scritture con i suoni e le immagini. Ogni brano è il colore del relativo video, dove in una stanza, due donne vivono la loro esperienza quotidiana. Solo le vibrazioni sonore possono entrare in gioco, colorando questo non-luogo parallelo. Ripresa e proiettata dall'alto, la vita nella sfera è sotto il mondo, un seminterrato da dove, di tanto in tanto, le protagoniste cercano il contatto, forse solo spinte dalla curiosità o sollecitate dalle vibrazioni sonore di cui non vedono l'origine. L'audiografia finale "Arancione", rappresenta la nota LA, ovvero la frequenza che convenzionalmente viene utilizzata per "sintonizzare" tutti gli strumenti e le voci dell'orchestra tra loro. Qui l'artista risponde al mondo sotterraneo, attraverso la sua origine su cui si erano sintonizzate le protagoniste, Cristina Failla e MariElla Sto, materia tra la materia, che aveva completato la trasformazione iniziata con il passaggio da luce a suono e dato forma e movimento alla composizione. Un ringraziamento speciale a Angelo Piferi De Simoni (chitarra).

venerdì 10 marzo 2017

Due donne basse - Mariella Sto, Nina Failla, Marco Brama

Cosa significa osare? In un mondo dove tutto sembra aver perso di significato, dove la ricerca è subordinata alla tecnica a sua volta piegata all'economia, osare significa essere se stessi, malgrado tutto e tutti. Ecco cosa portano in scena Nina Failla e Mariella Sto! Il loro essere artiste ancor prima che donne! E che donne!! Due donne basse! Questo il titolo di una pièce a metà strada tra installazione, performance, danza e videoarte. Si, perché lo spettacolo si avvale di una scenografia virtuale! Un'originalissima audiovideografia di Marco Brama che interagisce con le due protagoniste e il loro bellissimo lavoro sul corpo, dove la precisione, la cura e la ricerca del dettaglio, raggiungono livelli altissimi. Uno spettacolo di grande pregio, distante anni luce da cliché e ordinarietà, che saprà coinvolgere e stupire il pubblico anche grazie alla coinvolgente colonna sonora originale che accompagnerà la videografia e le due protagoniste nella loro esperienza.

CS/gup


Due donne nel tentativo di essere qualcosa. In alto, la proiezione di una finestra. È un’apertura al fuori nella quale le donne guardano? E’ un occhio che guarda dentro le loro vite? Perché le immagini cominciano a scorrere? E’ forse una televisione che invade la vita privata delle due donne affermando al tempo stesso di essere neutrale? Passaggi indifferenti di persone per strada, alla stazione. Immagini oniriche in momenti di crisi.
Locandina dello spettacolo
Pochissimi elementi presentano i personaggi: le borse, i cappelli, gli spolverini neri. Tutto il racconto è affidato alla gestualità, al ritmo, alla vibrazione musicale, all’umorismo. Non ci sono parole.
C’è un sopra, c’è un sotto, ci sono – forse – un esterno e un interno. Qual è il dato di realtà? Dibattersi tra desideri inespressi perché non trovano sponda  là fuori e tentare di uniformarsi senza successo, lascia emergere l’ultima presa di coscienza possibile. Essa si trova nello scollamento tra individuo e massa: è l’imbarazzo. 
Due Donne Basse è l’inizio di una ricerca sul concetto di imbarazzo come categoria di consapevolezza.
 Sono in imbarazzo, qualcosa non va. C’è uno scollamento tra me e il fuori di me. Da quando finanche lo scandalo, che fino a pochi anni fa era  occasione di rottura e cambiamento, viene usato come pane quotidiano per tenere sempre alta l’adesione alla notizia dell’ultim’ora, al parossismo, all’audience, è difficile trovare un argomento di differenziazione e presa di distanza dal modello sociale. Imbarazzo, dunque.
 Teatro degli Incerti / MARCO BRAMA coproduzione

TWO SHORT WOMEN in the attempt to be something. Is the window projected above an opening towards the exterior that to which they are looking at? Or is it an eye watching inside their lives? Is it possible to follow a path of desires not determined by the obligation to consumption? Why the images begin flowing through the window? Is it perhaps a TV? How can a society, which is unable to protect the private sphere, claim to respect the individual and define itself free? Struggling between unexpressed desires, as they don’t find a shore in the society out there, and trying unsuccessfully to adapt: this lets emerge the highest possible awareness, located in the detachment between the individual and the mass. This is embarrassment. Humour!

dal sito https://sites.google.com/site/marcobramaofficial/
fotogramma dall'audiovidegrafia di Marco Brama