martedì 9 giugno 2020

Evoluzioni linguistiche

L'etimologia di "complotto" e "complottista" è incerta, ma molto antica. Alcuni sostengono significhi "implicito, nascosto e di comune accordo", altri arrivano addirittura a "segreto concerto di molte persone per nascondere un fine il più spesso colpevole". Solo in tempi recenti, più o meno da quando esiste la rete, è diventato un termine molto diffuso, ma stranamente ha cambiato accezione e viene utilizzato con significato opposto a quello antico. In sostanza il vocabolo "complottista" originariamente si riferiva a chi nascondeva la verità, non a colui che credeva esistesse un complotto. Misteri dell'evoluzione linguistica...

venerdì 5 giugno 2020

Storie di ordinario precariato

Cara ministra, volevo condividere con lei la mia esperienza. Sono un insegnante tecnico pratico e insegno dal 1999. Essere chiamati nella scuola pubblica non è facile e per questo ho insegnato in istituti privati e accademie militari. Gli istituti di istruzione superiore pubblici mi hanno chiamato in passato, saltuariamente e per brevi periodi. Mentre passavano gli anni e lavoravo, mi sono comunque aggiornato e laureato perché sapevo che dal 2025 non avrei più potuto svolgere la mia attività di insegnamento, ho fatto esperienza e frequentato tutti i corsi, anche quelli non richiesti come i 24 cfu. Arriva il 2017, finalmente mi chiamano alla statale per un  anno intero, mi confermano il secondo e il terzo anno. Va tutto bene, la mia esperienza pluriennale paga e alla statale instauro con gli alunni un rapporto bellissimo e loro apprendono, crescono, migliorano. Finalmente arriva il concorso straordinario, è ora di regolarizzare la mia situazione, di ufficializzare questi anni, ma non posso farlo perché la mia classe di concorso è stata esclusa. La famigerata a-66. La mia laurea non è compatibile con la a-41 e sono fuori dai giochi e quello che più mi rattrista, non è perdere i miei 21 anni di esperienza, ma perdere gli alunni e sapere che il prossimo anno, magari avranno un giovane inesperto che farà gavetta su di loro.

Spero ci sia un'alternativa per me, ma ad oggi non intravedo soluzioni.


La ringrazio in anticipo per l'attenzione e la saluto cordialmente.
Marco Brama 

prospettive

Stiamo assistendo e si sta prospettando un futuro orribile per la società. Sono allibito e disgustato! La democrazia è un'altra cosa. Poi certo... comodamente in casa, tutto può sembrarvi meno brutto e l'abitudine alle cose brutte confonde, ma ricordatevi per un attimo come eravate, come eravamo e come siamo. Diffidate di chi si erge a paladino della cultura, perché un popolo di affamati a cui dai le briciole di pane regolarmente, non cerca di sfamare la verità, ma lo stomaco. E smettetela di giudicare con l'indifferenza, piuttosto vergognatevi di voi stessi e della vostra omertà.

martedì 2 giugno 2020

2 giugno

Quando non si è abituati ad avere spirito critico, in un attimo possono nascere incomprensioni e su Fakebook è un attimo. È proprio per il mio totale rispetto per le istituzioni che provo piacere nel difenderle dalla speculazione; è per merito o per colpa dei miei studi universitari che sono abituato a documentarmi, a leggere TUTTO, per comprendere la realtà che mi circonda. Ogni volta che ho postato un articolo critico è sempre stato accompagnato da una fonte accreditata o da una ricerca comprovata e l'obiettivo è sempre stato quello di guardare con attenzione alla superficialità di certi atteggiamenti, spesso contrari o distanti dai valori e dai principi Costituzionali. E a quelli che hanno travisato le mie intenzioni e mi hanno ignorato o attaccato in privato, ribadisco: leggete con più attenzione, perché chi non voleva che il pensiero divergente esistesse, bruciava i libri per cancellarne la memoria! Buona festa della Repubblica a tutti!

lunedì 1 giugno 2020

Le età dell'uomo

A 10 anni non sei consapevole, i ventenni sono rincoglioniti dai social, dalle app e dagli ormoni, i trentenni credono di avere tutta la vita davanti e continuano imperterriti ad alimentare e cambiare lavori precari, i quarantenni sono così affamati che svolgono qualsiasi lavoro, purché garantisca un minimo di serenità, i cinquantenni sono così stanchi degli anni impiegati a cercare un lavoro che ora che ne hanno uno, anche sottopagato, non vogliono cambiare nulla, i sessantenni tirano dritto perché devono assolutamente arrivare alla pensione e per loro gli altri perdono solo tempo ad arrabbiarsi, i settantenni sono già nella dimensione del "non me ne po' frega' de meno". Ecco: chi si preoccupa di comprendere e mettere in discussione una realtà che non piace? 

DaD

È da qualche settimana che voglio farlo ed oggi, ho finalmente trovato il tempo per raccontarvi la mia personale esperienza con la DaD, la famigerata Didattica a Distanza.
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Sono le 11.50 del giorno 4 Marzo 2020 e da giorni si vocifera di una possibile e imminente chiusura delle scuole. Non è un mercoledì qualunque, c'è tensione dell'aria e non mi stupisco quando ci viene detto di non far uscire nessuno dall'aula. Riesco a trattenere a fatica gli alunni in classe durante la ricreazione con raccomandazioni rasserenanti, ma noi docenti sappiamo che c'è qualcosa che non va. Non è la solita ordinanza da nevicata, che ci farà stare a casa un paio di giorni, è qualcosa di nuovo e preoccupante. I ragazzi hanno i volti smarriti, i miei colleghi sono atterriti. Non si può uscire, è pericoloso! Metto in campo tutta la mia calma per tranquillizzare gli alunni e fornire loro le ultime istruzioni, per potersi collegare l'indomani sul portale per la didattica a distanza, ma è un attimo; poco dopo suona la campanella ed escono tutti di corsa, increduli e senza quasi salutare, non sapendo per quanto tempo la scuola resterà chiusa. Lascio la lavagna sporca di gesso, forse un organigramma non completo, metto al suo posto la sedia e mi avvio, come stesse finendo il mondo. Arrivato a casa inizio subito ad armeggiare per organizzare la DaD e non è il solito video online o l'archivio condiviso dove consentire recuperi o approfondimenti, è un nuovo ambiente, senza materia, senza banchi che profumano di gomma da cancellare e pavimenti costellati di pezzetti di carta, ma pur sempre un'aula, nella quale i miei alunni meravigliosi si collegano da subito. Ci sentiamo con i colleghi, facciamo videochiamate, ci confrontiamo e confortiamo, siamo tutti disorientati, cerchiamo di sdrammatizzare, parliamo di capelli ingestibili e barattoli di Nutella nascosti nel cassetto. Nel frattempo le lezioni proseguono e nel giro di un paio di settimane i ragazzi sono tutti online, inizialmente più per necessità di informazioni e curiosità che per altro, ma tanto basta per trasformare di lì a poco tutto, non negativamente, ma in modo nuovo, non come si trattasse del surrogato di un cibo più buono, ma proprio di un'altra ricetta, forse meno profumata e meno saporita, ma comunque nutriente. Inizio a lavorare 24 h su 24, mentre continuo ad aggiornarmi e a studiare, fornendo supporto a tutti gli alunni e ai colleghi. Molto stress, tanto, troppo, ma sento che è importante, importantissimo. È fondamentale mantenere un rapporto con i discenti, con le loro famiglie, con la vita che conoscevano. Realizzo videotutorial e organizzo videolezioni e i miei alunni sono tutti lì, fragili, piccoli, bisognosi di conforto. Hanno gettato la maschera dell'adolescenza e dietro quei frugoletti che a scuola erano talvolta impertinenti, emerge la loro fragilità e uno smisurato bisogno di normalità. Passano i giorni e scopro dalle bozze ministeriali che la mia classe di concorso è ad esaurimento, non so se potrò insegnare ancora ai miei ragazzi l'anno successivo, mi demoralizzo ma continuo per tutelarli e proseguo senza sosta, cercando di trasmettere quanta più serenità possibile, in questo “non luogo” dove scambiare una parola, dove dare conforto, dove ribadire l'importanza del rispetto per le regole è spesso un'impresa titanica. Microfoni che gracchiano, videocamere che ballano, connessioni che sembrano possedere una vita propria, trasformano alcune lezioni in concerti futuristi mentre gli alunni chiedono: "Professo', ma ritorneremo a scuola?" "Questa è già la scuola ragazzi! In questo momento sfrutta le tecnologie informatiche, quelle che vi spiego dall'inizio dell'anno! Vedete quanto è importante studiare? Se non avessimo affrontato questi argomenti, oggi non saremmo qui a parlare!" "E' vero ... ma io voglio stare con i miei compagni, con i professori! Quando torneremo?" "Non lo so ragazzi, spero presto!" Quegli occhi talvolta assonnati, talvolta gonfi di lacrime, quelle videocamere all'occorrenza spente perché forse attivate in pigiama, mi hanno messo di fronte ad una generazione privata, seppur per necessità, seppur per un periodo temporaneo e che si spera non torni mai più, della gioia di muoversi e conoscere il mondo, dell'alterità, degli amici. Nelle prime settimane i ragazzi non sono mai usciti, la spesa è compito dei genitori e loro non possono muoversi; hanno paura, dormono quasi tutto il giorno, mangiano schifezze e la situazione mi allarma, c'è bisogno di noi insegnanti, di tutta la nostra empatia e di tutto il conforto possibile, per ricordare che noi ci siamo, siamo lì per loro e fuori c'è il futuro e il mondo pronto ad accoglierli, ed è un mondo meraviglioso, tutto da esplorare, gestito da istituzioni delle quali fidarsi sempre. Questo è quello che ho cercato di offrire e quegli incontri settimanali, necessari per conoscere le nuove tecnologie e trasformare le abilità in competenze, si sono rivelati importantissimi fili di Arianna, briciole di pane di Pollicino, da seguire per "riveder le stelle". No, non sono solo parole sdolcinate, ma il ricordo di un momento di condivisione e solidarietà, un frammento di umanità e di calore che solo attraverso la scuola sono stato in grado di trasmettere. Trascorrono le settimane e il nuovo ingranaggio comincia a funzionare, ma tra i ragazzi si diffonde la voce che nessuno verrà bocciato; mi informo, la notizia è trapelata, avrei immaginato di sentirne parlarne il 7 giugno e comincio a temere il totale abbandono, ma loro sono ancora lì, puntuali per i nostri incontri settimanali. Il tempo passa, c'è confusione le notizie si accavallano, diventa difficile districarsi tra comunicati e voci di corridoio; qualche ragazzo teme la bocciatura, qualcuno i recuperi, noi ci ritroviamo a compilare rimodulazioni e nuovi moduli mai usati, ma i miei alunni sono sempre lì, pronti per i nostri incontri settimanali. Settembre è dietro le porte e nessuno di noi sa con esattezza cosa ci riserverà il futuro. Forse, speriamo, tutto tornerà come prima, ma quello che ha scoperchiato questa pandemia, è un sistema trascurato, con infrastrutture spesso inadeguate, vecchie, con aule piccole e talvolta fatiscenti, dove i dirigenti fanno i salti mortali centellinando ogni spicciolo per apportare migliorie e acquistare materiali; un sistema che dovrebbe essere la base degli investimenti di una società e invece è abbandonato alla buona volontà degli addetti ai lavori; ci siamo abituati a tutto questo, invece dovremmo indignarci, perché servono molti più soldi, servono lavori e lavoro, perché l'emergenza ha aggravato le diseguaglianze ed esteso i confini della povertà e questo ha messo ancora più a rischio per i ragazzi, il diritto a una vita dignitosa e piena di opportunità e di istruzione, che è l'unica vera arma per interrompere la trasmissione della povertà da una generazione all'altra.

lunedì 18 maggio 2020

"Violazioni dei diritti umani per il popolo italiano" esposto dell'Alto Commissario internazionale per i diritti umani del CIDHU.

Alicia Erazo, Alto Commissario internazionale per i diritti umani del CIDHU, per l’Europa, l’Asia e l’Oceania", testualmente “Alto Comisionado Internacional Derechos Humanos CIDHU" (Comisionado International Derechos Humanos)  un'organizzazione iscritta all’ONU fa un esposto  in riferimento alla presunta violazione dei diritti umani in Italia (il tweet è ancora oggi consultabile all’interno del social network) : “SOS Signor Presidente (Trump nda): gravi violazioni dei diritti umani per il popolo italiano con la scusa del Coronavirus da parte del governo."

Sotto il testo originale del Tweet

S.O.S Mister President:serious violations of human rights to the Italian people with the excuse of the coronavirus by government. Alicia Erazo,CIDHU International High Commissioner for Human Rights,for Europe, Asia an Oceania.

Un ringraziamento a Bufale. net per la precisazione sul post girato in questi giorni. Grazie al contributo di siti così importanti per l'informazione, non rischiamo di cadere nella trappola delle Bufale e i post, come questo che contiene informazioni correte, non rischiano di riportare dati errati.

Hamtaro

... forse è perché abbiamo mangiato troppo in questo periodo ... quindi è solo una misura a tutela della salute pubblica, quella di non poter sostare in spiaggia a prendere il Sole, e l'ho scioccamente confusa con una restrizione dei diritti umani! Che pollo... anzi, che criceto! 

domenica 17 maggio 2020

giovedì 14 maggio 2020

divertiMento

Vorrei ricordare a tutti che grazie all'arte, che ha reso meravigliose le nostre città, stracolme di monumenti e tesori realizzati da grandi artisti, il nostro paese è stato, nel 2019, il quarto più visitato al mondo con 94 milioni di visitatori stranieri secondo l'ENIT, con un numero pari a 113,4 milioni di presenze straniere nelle sole città d'arte ed il quarto al mondo con 429 milioni di presenze totali. Secondo stime della Banca d'Italia del 2018, il settore turistico genera direttamente più del 5% del PIL nazionale (il 13% considerando anche il PIL generato indirettamente) e rappresenta oltre il 6% degli occupati.
Al 2018, i luoghi di cultura italiani (che comprendono musei, attrazioni, parchi, archivi e biblioteche, senza scomodare i siti Patrimonio dell'UNESCO) sono pari a 6 610. Gli esercizi alberghieri attivi sono 33 000, mentre quelli extra alberghieri sono 183 000.

Ecco, quando parlate d'arte, connettete i neuroni! Grazie!

Sfide

Con l'arte abbiamo costruito la nostra cultura, la nostra storia, le nostre città. L'arte non è un accessorio, è la base dello sviluppo si una società umana... ciò che ci differenzia dagli animali. Non pensiate solo a: "senza pane non si mangia", perché senza cultura, il pane non sarebbe mai stato inventato e ancora mangeremmo i chicchi di grano crudi! E non cominciate col mettere la solita sciocchezza della filosofia prima dell'arte, perché vi sfido a dimostrarlo partendo dall'osservazione. 

martedì 12 maggio 2020

Porte dell'inferno

Quando in una società con un'organizzazione politico - economica come la nostra si fa avanti un nuovo "Salvatore" interrogatevi sulla sua presunta generosità, ... ricordatevi che un Salvatore che non voleva nulla in cambio c''è stato e l'hanno crocefisso! 

domenica 10 maggio 2020

IndifferenteMente

In questo periodo c'è bisogno di leggerezza, anche nei post, ma questa necessità collettiva di annullare la mente, non può giustificare certi atteggiamenti superficiali verso il prossimo... scrive Aleksandr Aleksandrovič Blok, uno tra i più grandi poeti e drammaturghi russi: "La persecuzione più terribile è l'indifferenza".

giovedì 7 maggio 2020

the great capiscioni

Che razza gli esseri umani, non capiscono nemmeno quando uno scherza... e si danno arie perfino.... loro, the great capiscioni te lo spiegano pure... come se per capire le parole servisse una laurea apposita! Miei cari, si chiama fiducia nel maestro... solo quello... far prima perché qualcuno ha studiato per te. Ma in tutto questo emergono incongruenze, ombre, mancanze che fanno rabbrividire... 

mercoledì 6 maggio 2020

Negare Azioni

Noi esseri umani  siamo inevitabilmente istinto e ragione. Il nostro retaggio animale, ci rende facilmente osservabili e permette di comprendere le nostre reazioni nella parte razionale, cioè nell'istinto filtrato. Un comportamento già studiato si palesa a più livelli come "paura". Anche quando la verità è evidente, non vogliamo accettarla se questa differisce dalla nostra idea di base, dal nostro "animale" e facciamo di tutto per "fuggire" da essa per via della "paura". Nel caso specifico il tutto produce un fenomeno, un comportamento per meglio dire, che potremmo definire "rifiuto". Essendo poi "razionali" perché acculturati, trasformiamo la nostra fuga in qualcosa di diverso... magari scriviamo un articolo scientifico con mille voli pindarici per trovare una "via di fuga" oppure semplicemente mangiamo (e in mezzo ci sono tutte quelle cose che chiamiamo cultura o hobbies). #marcobrama

lunedì 4 maggio 2020

Amarezze

Non parlo dell'Italia, ma in generale. Emerge solo un'unica incontrovertibile verità: nessuno ce sta a capi' un caxxo de niente! ... e non mi riferisco alle persone comuni a cui non è richiesto, ma proprio più su, là dove osano le aquile. Un fallimento totale a targhe alterne: un giorno 'na cosa, un giorno 'n'artra, un dì la salvezza e il seguente: "La luna nera!" ... e mentre tutto va a rotoli, gli scienziati non "scienziano" gli ingegneri non "ingegnano", i ministri non "minestrano"! Che disastro, che amarezza! In compenso tutti, visto il periodo, se ne lavano le mani. È proprio vero: beato colui che NON sa di NON sapere!

mercoledì 1 aprile 2020

i tagli etti

Quando si ha paura di dire ciò che si pensa, quando ci si autocensura ancor prima di scrivere... significa che la democrazia in cui si vive è solo apparente. 

martedì 31 marzo 2020

... che gatta ci Covi

A ben guardare sembra che questa esperienza non abbia insegnato nulla  ... Chi era sensibile continuerà ad esserlo, chi non lo era certo non migliorerà con l'occasione ... Senza approfittare dell'evento per avviare una seria riorganizzazione sociale, tutto questo non sarà servito ...  rimarrà solo uno stop forzato accompagnato da una recessione, seguita da un micro-boom economico e conseguente aumento dell'inquinamento. Peccato per l'occasione persa... 

sabato 4 gennaio 2020

finché finanche finanze

... finché la storia scelta sarà quella dei ricchi, il racconto produrrà solo guerre, minoranze, scribi e schiavi. Quanto vorrei una storia basata sulla vita delle famiglie dei pompieri, delle panettiere, dei pastori, delle cuoche ...  saremmo meno arrivisti e il mondo meno a rischio.

sabato 7 dicembre 2019

non nominare

Con questa politica... Anche semplicemente scrivere un articolo che controbatta ma citi nomi e cognomi, significa aver perso il match, aver reso vera la cronaca, aver contribuito alla pubblicità di gente che non merita di rappresentarci.