mercoledì 7 gennaio 2026
NoMoney
Mentre siamo occupati a scrivere le solite minchiate e a dividerci su slogan vuoti, questi signori, senza troppi scrupoli, fanno quello che vogliono. Senza ritegno! È da cinque anni che non si regolano più, da quando i soldi hanno dimostrato di poter comprare tutto, tranne la dignità. Nei telegiornali, però, viene raccontato un altro mondo: un’altra storia, una verità capovolta rispetto al volere popolare. Un volere che, col tempo, non viene ascoltato ma piegato, logorato, fino a trasformarsi in consenso passivo. A forza di martellare con il racconto ufficiale, ciò che inizialmente sembrava inaccettabile, assurdo, falso, finisce per apparire normale, inevitabile, persino giusto. S3nza scomodare Gaza o il Venezuela, per far capire quanto siamo manipolati in genere, basta guardare a ciò che è passato quasi sotto silenzio durante la pandemia. In Italia i cosiddetti no vax sono stati raccontati come un fenomeno di destra, con una curiosa saldatura con l’estrema sinistra. Sono stati associati ai terrapiattisti, ridicolizzati, insultati, trattati male come le “nutrie del lago di Bolsena”. Fine della storia, secondo la narrazione dominante! Se però si guarda fuori dai confini italiani, il quadro cambia e mostra un pattern evidente. Se è vero che in Germania i movimenti contrari alle restrizioni raccoglievano sia destra sia estrema sinistra come in Italia, in Olanda la protesta era prevalentemente di sinistra, in Portogallo di nuovo destra ed estrema sinistra, in Francia, invece, il fronte critico era soprattutto di sinistra. E se si estende l’analisi agli altri paesi europei, emerge un pattern piuttosto chiaro. I cosiddetti no vax non appartenevano a un’ideologia precisa, ma ai partiti e ai movimenti che in quel momento stavano all’opposizione. Con alcune eccezioni, come Svezia e Spagna, dove furono proprio i governi a mantenere posizioni più morbide o critiche verso le misure restrittive, per il resto, lo schema si ripete: se il governo era di destra, la protesta era guidata dalla sinistra; se il governo era di sinistra, la protesta arrivava da destra. Non c’è nulla di scientifico in tutto questo! La frattura non era sanitaria, ma politica ed economica. Tutti quei partiti e quei gruppi esclusi dalla gestione del potere e dai finanziamenti a pioggia avevano un interesse evidente a contestare le scelte del governo. Il dibattito pubblico, però, è stato ridotto a una caricatura morale: buoni contro cattivi, intelligenti contro ignoranti. Così, ancora una volta, abbiamo discusso di etichette mentre il gioco economico vero, "chi ce magnava" direbbe qualcuno, si svolgeva altrove e veniva raccontato in TV in modo del tutto deformato, piegato dagli interessi economici.
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